29 settembre 2005



L'ABITUDINE

Uno dei più grandi reporter del nostro tempo disse.

“La guerra è una cosa triste, ma ancora più triste è il fatto che ci si fa l’abitudine. Il primo morto quando l’ho visto io, stamani, rovesciato sull’argine… Gli altri li ho semplicemente contati come cose di cui bisogna, per mestiere, registrare le quantità”

Tiziano Terzani “Pelle di Leopardo”, Vietnam 1973

Riporto qua sotto il bollettino di guerra della settimana appena trascorsa.

Solite cose.
Ma.
Da non farci l'abitudine.
BOLLETTINO DI GUERRA
dal 17 al 25 settembre

Sudan. Il 17 almeno 14 persone - soprattutto donne e bambini - sarebbero rimaste uccise in un'imboscata contro uno scuolabus nei pressi di Loka, non lontano dal confine con l'Uganda. I raid contro la popolazione civile sudanese, in aumento negli ultimi mesi, sono mirati principalmente a ottenere rifornimenti alimentari.
Il 19 almeno 40 persone sono morte nella regione del Darfur a causa di un attacco condotto lunedì dalle popolazioni nomadi arabe Janjaweed. Il conflitto in Darfur, scoppiato nel febbraio 2003, ha già provocato la morte di 200.000 persone.


Uganda. Il 20 una serie di operazioni militari condotte dall’esercito ugandese ha provocato la morte di 8 ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lord's Resistence Army) di Joseph Kony.
Il 21 13 persone, in prevalenza bambini, sono state uccise e altre 5 ferite nell'Uganda nord-orientale quando guerriglieri armati hanno attaccato membri di una tribù rivale.
Il 22 un'imboscata tesa dai ribelli del Lra nel nord dell'Uganda, a pochi chilometri dal confine col Sudan, ha causato almeno 14 vittime tra i civili. L'imboscata è avvenuta a circa 15 chilometri dalla frontiera col Sud Sudan.

India. Il 20, almeno 9 soldati e 6 ribelli sono rimasti uccisi nello Stato nord-orientale del Manipur. L’esercito indiano sta conducendo un’estesa controffensiva contro i guerriglieri dall’inizio di quest’anno. Il Manipur fa parte delle cosiddette “Sette sorelle”, ovvero sette Stati collegati al continente indiano da una sottile striscia di terra e noti per il clima di anarchia e violenze.


Kashmir indiano. Il 15, presunti ribelli musulmani hanno ucciso 4 persone e un altro civile ha perso la vita nel fuoco incrociato tra militanti e truppe governative.
Il 17, l’esercito indiano ha ucciso 3 guerriglieri e altri militanti hanno rapito e assassinato un civile. Inoltre, 3 ragazzini sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina nel distretto di Doda.
Tra il 21 e il 22, i soldati indiani hanno ucciso 5 militanti, mentre altri ribelli hanno assassinato un ex guerrigliero e un soldato.

Il 22, 5 persone sono morte e almeno 20 sono rimaste ferite in due esplosioni a Lahore, città della regione orientale del Punjab. La zona è teatro del conflitto tra radicali sunniti e radicali sciiti.

Il 19, uno scontro a fuoco ha visto protagonisti ribelli e polizia nella città di Karabudakhkent, con un bilancio finale di due poliziotti feriti e un ribelle ucciso.
Il 20, durante le operazioni di smantellamento di una mini raffineria di petrolio abusiva, alcuni colpi di mitragliatore accidentale raggiungevano un serbatoio di carburante; dalla esplosione del serbatoio sono rimasti feriti due soldati.


Inguscezia. Il 16 settembre, una bomba è esplosa alla fermata del bus del villaggio cosacco di Nesterovskaya, nella regione di Sunzhnskeye; non si sono registrati feriti. Una altra esplosione, con un soldato ferito, è stata sentita nel villaggio di Alkhafty, sempre nella regione di Sunzhenskeye; pare una mina sia saltata in aria al passaggio di una colonna di soldati.
Il 17, il capo della polizia locale è stato ucciso dentro casa sua nel villaggio cosacco di Nesterovskaya.
Il 19, Due bombe sono esplose nel palazzo del tribunale di Odzhonikidzovskaya, causando un ferito.
Il 20, un agente della Fsb, servizi segreti russi, è stato ucciso da un commando di sconosciuti nel villaggio cosacco di Nesterovskaya. Ad un posto di blocco vicino il confine con l’Ossezia del Nord, colpi di mitraglietta sparati da sconosciuti da una auto in corsa hanno ucciso tre poliziotti e ferito un loro collega.


Cecenia. Il 16 settembre, nel villaggio di Nazrani è esplosa una bomba dentro il tribunale locale, senza causare vittime.
Il 17, a Grozny viene teso un agguato ad una macchina che portava il capo della polizia Valery Sidorov. L’alto ufficiale viene ucciso, i 4 poliziotti della sua scorta sono feriti.
Il 18, nella regione di Shalinskeye, nell’area di Mesken-Yurta, il comandante di una pattuglia di perlustrazione lungo l’autostrada viene ucciso dall’esplosione di una mina.
Il 19 a Nal’chik in una imboscata ad una pattuglia di soldati russi viene ucciso un militare e ferito un altro.

Turchia. Il 18, 2 persone sono morte e altre 10 sono rimaste ferite nell'esplosione di un autobus in transito su una strada della provincia meridionale di Antalya.
Il 19, 2 uomini, probabilmente legati all'organizzazione separatista armata curda Pkk, sono rimasti uccisi in scontri armati con le forze dell'ordine turche avvenuti nella città di Van e in quella sudorientale di Tunceli.

28 settembre 2005


L'OSPITE DELLA SETTIMANA

FUORIMODA
di MATTIA MARINELLI

Ah, che bella giornata, c’è il sole (non è vero), mi sento riposato, gli occhi reagiscono bene e la testa non mi gira, fantastico…
Sarebbe un risveglio fantastico se non fosse che… la radio mi dice che da oggi, sono improvvisamente fuorimoda!!!! Come? Come è possibile che sia fuorimoda un giorno con un altro?! Invece si, è la dura verità, ne devo prendere atto, sono fuorimoda.
Perché, dovete sapere, che questa settimana a Milano ci sono le sfilate e gli stilisti decidono per noi cosa è in e cosa è out!!! I vari D&G, Armani, Richmond, Galliano e compagnia cantante hanno scelto che quest’anno, a differenza dello scorso in cui andava la donna stile “puttanazza”, va di moda la donna “ingenua”. Una differenza non da poco mi pare, esattamente l’opposto.
Le ripercussioni arrivano, per ovvi motivi, anche a noi maschietti, a cui ci tocca relazionarci non più con delle pseudo “zoccole” ma con delle, non più pseudo, ingenue.
Tutto ciò sancisce, in un attimo, la mia inadeguatezza ai canoni odierni e quindi il mio essere fuori moda.
Tirando quindi le somme dell’inizio della giornata devo prendere atto che sarà, l’ennesima giornata di merda…

Tia ti consiglio di provarci perchè di libri ne leggo e penne così ispirate, scarne e ironiche contemporaneamente non le trovi tutti i giorni.
Cuori In Atlantide ha un nuovo membro ufficiale.

27 settembre 2005




COMPAGNI DI VIAGGIO

Non vedersi per tre mesi. Che potrebbero essere tre giorni o sette anni.
E poco importa.
Che se hai sofferto un'ora di bilancio, o la farsa del diritto, gli scleri generali, Mirko con i bigliettini e poi serate, pizzate, studiate, mangiate, cazzate, film visti e non visti.
Pioggia e Negramaro, sole e neve da paura. E la primavera e l'estate che non arriva mai.
Esami.
Non vedersi per tre mesi, tre giorni o sette anni.
E guardarsi in faccia e capire che domandarsi come va, cosa fai, tutto a posto o cosa vuoi. Non serve.
Che basta uno sguardo.
Che basta una serata.
Che se ridi davanti a quattro foto tutto si riaggiusta.
Ed è meglio quando niente mai si è rotto.
Che forse un pazzo aveva poi ragione.
La semplicità.
Che solo uniti la sturia è vivibile.

26 settembre 2005



LA DISCRIMINAZIONE DEL POPOLO ABORIGENO

Posto qua sotto l'intervista a padre Peter Murnane, il frate domenicano che ha pedalato per 2.700 km da Camberra fino a Uluru: la famosissima roccia monolitica che sovrasta il deserto australiano.
Un viaggio in segno di apertura e conciliazione nei confronti del popolo degli Aborigeni.
Perchè forse non tutti sanno che questo popolo indigeno dell' Australia ha subìto e continua tuttora a subire una serie di torti, violenze e discriminazioni da parte del governo pressato dalle potenti holding di allevatori e coltivatori.
Tanto per sapere.
Quella nei confronti degli aborigeni è una discriminazione storica e, sebbene poco conosciuta, drammatica. Nel 1998 la Commissione australiana per i diritti umani e le pari opportunità ha reso noto un rapporto sulla sottrazione forzata di decine di migliaia di bambini aborigeni alle loro famiglie, politica attuata fino dal 1970: in alcuni casi, secondo la Commissione, si è trattato di pratiche "genocide".
La cultura aborigena è la più antica tuttora vivente sul pianeta. Recenti datazioni dei nuovi scavi archeologici, utilizzando la termoluminescenza ed altre nuove tecniche, hanno spostato indietro nel tempo l'inizio della presenza degli aborigeni in Australia ad almeno 40.000 anni fa. Alcune prove indicherebbero addirittura date più vecchie di 60.000 anni.
Il carattere distintivo di questa cultura è ''l'essere tutt'uno con la natura''.
Rocce sporgenti, canyon, fiumi, cascate, isole, spiagge e tutto ciò che appartiene alla natura - come il sole, la luna, le stelle visibili e gli animali - possiedono storie di creazione e tra loro collegate. Per il costume aborigeno sono tutte sacre: l'ambiente è l'essenza del credo del popolo aborigeno.
Grazie a questo profondo rispetto per la natura, gli aborigeni hanno imparato a vivere in eccezionale armonia con una tra le terre più difficili e impervie del pianeta ed i suoi animali.
Le persone più ciniche, o forse semplicemente realiste potrebbero dire che questo accade in tutto il mondo: Cinesi contro Tibetani, Messicani contro il popolo del Chiapas e così via fino all'infinito.
Ma nel caso degli Aborigeni il discorso economico non sta in piedi. L'Australia è lo stato civile con la più bassa densità di abitanti del pianeta. E' più grande di tutta l'Europa avendo la stessa popolazione Italiana e considerando che più della metà vive tra Sydney, Melbourne e Camberra vuol dire che è praticamente uno stato/continente deserto!
60.000 anni di storia che missionari religiosi prima e grandi allevatori poi hanno tentato e tentano tuttora di cancellare.
Pochi individui capaci di macchiare uno tra gli stati culturalmente più aperti del pianeta che primeggia per la qualità della vita che offre ai suoi cittadini.
In nome di una totale ignoranza, condizione prima per un puro e sano odio nei confronti del diverso.
INTERVISTA A PADRE MURNANE

Il giorno di ferragosto Peter Murnane, frate domenicano di 65 anni, è partito per un pellegrinaggio da Canberra, per festeggiare ufficialmente il 40esimo anniversario della data in cui è entrato a far parte del suo ordine religioso. La meta del suo viaggio lungo quasi 2700 chilometri, era Uluru, conosciuta anche con il nome di "Ayers Rock", nel centro geografico dell'Australia. L'intenzione era quella di portare un messaggio di "pace e riconciliazione" attraverso il suo paese.

Come ha avuto l'idea di intraprendere questo viaggio?
Ho pensato fosse un bel modo per festeggiare ufficialmente il 40esimo anniversario della data in cui sono entrato a far parte dell'ordine religioso dei domenicani. Sono anche membro del Pax Christi International Group, un'organizzazione per la pace e la giustizia che esiste dalla fine della seconda guerra mondiale. Così con altre sei persone ho deciso di fare un viaggio in bicicletta da Canberra, la capitale federale, fino a quella che un tempo gli europei chiamavano "Ayers Rock", ma il cui nome aborigeno è Uluru.

Per gli aborigeni Uluru è un luogo sacro. E' per questo che l'ha scelta come meta?
Si, ma è un posto sacro anche per me perché è al centro del mio paese, sperduto nel deserto e lontano da tutto. Ho fatto questo viaggio perché noi europei abbiamo cacciato dalle loro terre gli aborigeni, gliele abbiamo rubate. Una cosa di cui dobbiamo pentirci. Ma dobbiamo scusarci con loro anche per il fatto di aver per rubato per secoli i loro bambini trattandoli come schiavi. Molti aborigeni finiscono in prigione perché per sfuggire al loro disagio si danno al consumo di droghe, sniffano petrolio o diventano alcolizzati. La loro cultura e la loro lingua sono andate completamente distrutte.

Lei parla dell' Australia come un paese dove i diritti umani non vengono rispettati, ma la gente ha preso coscienza di quanto avvenuto? E' interessata alla situazione degli aborigeni australiani?
In molte città da molto tempo sono stati creati "gruppi di riconciliazione", ed era questo l'intento del mio pellegrinaggio: la riconciliazione. Sono tantissime le iniziative in questo senso, da qualche anno ad esempio vengono organizzate a Sidney ed in altre città delle marce per la riconciliazione. L'attuale governo sta facendo dei grossi passi indietro nei confronti degli aborigeni e la gente non è d'accordo. C'è un diffuso malessere riguardo a questi argomenti, si pensa che il governo sia troppo in balia degli allevatori e delle società minerarie.


E' la prima volta che la chiesa cattolica australiana affronta un'iniziativa del genere?
No, molte persone lavorano per tutelare gli aborigeni. Molti missionari hanno di sicuro commesso errori in passato, ma credo che adesso si stiano portando avanti le politiche giuste. Parecchie missioni sono state chiuse dal governo nell'ultimo periodo.

E le altre confessioni?
Anche nelle altre chiese molti sono impegnati nel rispetto dei diritti umani. Soprattutto nella chiesa protestante.

Come pensa che possa essere risolto il problema dell'emarginazione e del disagio dei nativi nella società australiana di oggi?
Spesso si è detto che gli aborigeni dovrebbero risolvere da soli i loro problemi, ma questo non è possibile. Gli aborigeni non hanno alcun potere, per questo le recenti politiche sono state più nocive che utili.

Pensa che esistano per l'Australia altre "emergenze" dal punto di vista dei diritti umani?
Quello dei rifugiati è un altro grosso problema, il governo australiano non si sta comportando in modo equo con coloro che chiedono asilo in Australia. Ci sono molte organizzazioni che operano in loro difesa dei loro diritti che non sono stati
adeguatamente tutelati.


Lei in bicicletta ha percorso 2700 chilometri, la tappa più lunga è durata due giorni ed era lunga 256 km. Ha tenuto una media molto buona, immagino si sia allenato prima di questo pellegrinaggio.
Uso la bicicletta solo per andare al lavoro, ho 65 anni, ma faccio circa 200 chilometri ogni settimana.

23 settembre 2005



CORRERE A MILANO

Correre fino a che il cuore si piazza dietro la batteria
e inizia a pestare
non farci caso.
Musica ipnotica che ti esce dal torace.
Correre fino a tracciare solchi.
E se è asfalto stai esagerando.
Stereo un pò muscoli e un pò fiatone.
Che il telecomando ce l'hai in mano solo te.
Dj della strada. Hai le chiavi della festa.
Che decidi tu se spingere in avanti,
mettere in stand-by o sparare tutto a palla
Ma non il tasto STOP.
Rallenta.
Piazza un Blues.
Il rock spinge.
Il blues è saggio, ma è nero e malinconico
Ti riporta alla realtà.
Quella finta.
Quella del non ce la fai più.
Ma non ti fermi. Mica per questo.
Poltrona e tribuna elettorale sono lì ad un passo.
Tira dritto, passa il ponte che la tele può aspettare.
Almeno oggi.
Una sola via di fuga.
Prega perchè piova.
Quella fina o quella a goccioloni
leggera o temporale poco importa
lacrime del cielo o uragano tropicale
che venga giù.
Lava via la fatica e un pò cancella via anche te.
Ti riscrivi ad ogni passo.
Pagine su pagine. Buttate lì per terra.
Che asciugano l'asfalto.
LA CANZONE PIU' BELLA DEL MONDO

Che poi non ha gran senso.
Ma
chiamami e arriverò correndo
un pò di senso lo racchiude.
Non aver paura di essere felice.

-Out Loud- Dispatch

Would you be the wind to blow me home
would you be a dream
on the wings of a poem
and if you were walking through a crowd
you know I'd be proud

if you call my name out loud
do you suppose that I would come running
do you suppose I'd come at all
I suppose I would

and if we were walking
down a dead end street
would you be the one to let our eyes meet
or would you just keep on walking
down to the turn around
'cause you know I'd be proud

and if I was gone from the land we know
would be the dawn
and let your beauty still show
and if you were walking
and heard the cold night coming
would you call my name
'cause you know I'd come running

SEMPRE PIU' CALDO (solo sul web?)

Il 2006 è stato proclamato dall’Onu Anno internazionale dei deserti e della desertificazione, un problema che colpisce un terzo della popolazione mondiale, concentrata soprattutto nell’Africa subsahariana, dove la mancanza di piogge sta causando crisi epocali.
Non che io nutra una gran fiducia nell' Onu, un pachiderma burocratico ingombrante e cristallizzato nella sua disarmante mancanza di potere.
Sono felice però di vedere che almeno qualche suo membro illuminato conduca questi studi sui cambiamenti climatici.
La cosa che fa sorridere è che sta andando tutto abbastanza male, i risultati sono allarmanti, gli scenari prospettati per i prossimi vent'anni rasentano dimensioni apocalittiche in termini di vite umane a rischio.
Ogni venti giorni nel golfo del Messico arrivano uragani sempre più potenti, ma il vero problema sembrano essere gli argini troppo bassi. In realtà argini più alti porteranno a casini sempre peggiori in caso di debordo.
Dicevo la cosa che fa sorridere è che il dibattito che va per la maggiore in questi giorni in tele è capire chi verrà eliminato prima dall' Isola dei famosi tra Al Bano e la figlia Romina jr.
Per trovare un'approfondimento sul tema ambiente bisogna districarsi nel web fino a scoprire per caso un sito davvero completo e aggiornato come www.peacereporter.net.
E chi internet non ce l'ha? E chi ce l'ha e la connessione a 56k ti apre una pagina al minuto?
Deve sorbirsi Studio Aperto: l'apoteosi del declino dell'informazione. (il tg4 ormai è fuori classifica). Tette, culi e figa ovunque. Diete delle veline e muscoli di Costan... no non ce la posso fare!

AIUTO
"Il problema dell’avanzamento delle sabbie e dell’aumento di territori aridi coinvolge un terzo della popolazione mondiale.
Le zone più colpite sono quelle dei grandi deserti del pianeta: l’Africa subsahariana e l’Asia centrale, dove la carenza di piogge sta radicalmente sconvolgendo i sistemi di vita delle popolazioni locali e la geopolitica complessiva dell’area.
La mancanza di precipitazioni, infatti, significa anche mancanza di fonti idriche per l’uomo. Attualmente la disponibilità di acqua pulita nell’Africa subsahariana è già ampiamente al di sotto della quantità minima ritenuta dall’Onu indispensabile per ogni essere umano.
Tutto questo causa la migrazione di milioni di persone alla ricerca di territori più adatti alla sopravvivenza. Si prevede che almeno 60 milioni di persone fuggiranno entro i prossimi 15 anni dalle regioni del Sahel e del Corno d’Africa.
Quest’anno la carestia dovuta alla carenza delle piogge e, in alcuni casi, alla comparsa delle locuste, sta causando crisi umanitarie epocali come quella in atto da mesi in Niger. Secondo le previsioni dell’ong inglese Oxfam, la carestia colpirà presto anche la fascia dei paesi compresi tra Malawi, Zambia, Zimbabwe e Mozambico.
Nell’Africa subsahariana – e in particolare nella fascia che va dall’Atlantico al Corno d’Africa - si stanno dunque attuando gli scenari previsti dagli studi effettuati già 20 anni fa: le mutazioni climatiche dovute al rapido aumento dei gas serra (primo tra tutti il biossido di carbonio) immessi dall'uomo nell’atmosfera, avvengono, cioè, su due fronti: il riscaldamento del terreno e il calo delle precipitazioni."
(estratto da www.peacereporter.net)

22 settembre 2005



GOOD BYE DARSENA

quella della fiera di Senigallia
quella che sa di liceo bigiato il sabato mattina
quella che i profumi nuovi e verdi ti bucano il gelo dell'inverno
quella che se ci vai trovi ciondoli e magliette che la periferia nessuno ha mai visto
quella che un bacio sa di big mac e frittelle comprate lì di fianco
quella che ti compri un bongo sperando un giorno di imparare a suonarlo
quella che i cani sciolti abbaiano e i padroni coi capelli strani abbaiano più di loro
quella che se frequenti un collegio ti sembra l'altra parte del mondo
quella che vede il mare in mezzo alla città
quella che c'è ancora chi pesca senza mai tirar fuori niente
quella che un momento è deserto e un momento è fiumana
quella che un pò è parcheggio e un pò Milano da bere
quella un pò bauscia e un pò erre moscia
quella un pò tranqui stammi bene fratello
quella un pò Giangi, Anto, Portofino e barca a vela
quella un pò giacca e un pò bomber
quella di osteria del pallone e cagnara
quella del forno aperto fino al mattino
quella delle fughe per fare due foto
quella che ti trovi a viver lì sopra
quella che non sai come sarà in primavera
quella che la Darsena oggi è in gabbia e domani non c'è più.